domenica 9 ottobre 2011

Camerun, gli albini perseguitati dal pregiudizio

Camerun, gli albini perseguitati dal pregiudizio Il racconto: "Noi, braccati e sacrificati"
Stephane Ebongue, il giornalista del Camerun
 rifugiato politico in Italia 
Un'altra terribile strage nascosta della quale ho appreso leggendo un articolo di Repubblica.it del quale pubblico uno stralcio dell'intervista a Stephane Ebongue, che fa parte della minoranza di duemila persone che scontano un basso livello di melanina: "C'è un vulcano nel mio Paese", racconta ancora Stephane. "Si chiama Epassamoto, che significa mezza persona, perché è ritenuto mezzo uomo e mezzo animale. Le credenze popolari dicono che in quel monte ci sia Dio e quando il vulcano "C'è un vulcano nel mio Paese", racconta ancora Stephane. "Si chiama Epassamoto, che significa mezza persona, perché è ritenuto mezzo uomo e mezzo animale. Le credenze popolari dicono che in quel monte ci sia Dio e quando il vulcano è in attività è perché quel Dio è arrabbiato. Per placare la sua ira si pensa che sia necessario il sangue degli albini. Per noi comincia l'angoscia, la notte diventa pericolosa". L'ultima eruzione risale al 2007 e quell'anno Stephane ha deciso di scappare per sfuggire alla caccia agli albini,  duemila persone circa in tutto il Paese,  che ogni giorno scontano la pena di avere poca melanina, di essere ipovedenti. Bianchi fra i neri. Insulti per strada, aggressioni fisiche e rapimenti quando arriva il buio: "Siamo considerati una razza inferiore, ma al tempo stesso si crede che le parti del nostro corpo abbiano virtù terapeutiche. Siamo demoni ma anche potenziali salvatori".